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domenica 16 giugno 2013

Gli addi , gli arrivederci, i benvenuti....

Gli addi , gli arrivederci, i benvenuti....


Ci sono dei momenti della vita tutto tutto tace.
Ci sono dei momenti della vita dove ogni tanto ti capita qualche cosa.
Ci sono momenti della vita dove si è travolti da valanghe di emozioni, di ricordi, di speranze.... e il tutto a volte ti lascia il fiato corto, e fai fatica a respirare e governare le emozioni!
Questo momento della mia vita è così!
Allora l'altro giorno alla recita di Lolla, quando gli è stato consegnato il diplomino di ammissione alla prima ed e stata fatta la foto con tanto di cappellino.... mi sono emozionata moltissimo e ho pianto.
Poi ho consegnato il mio bigliettino di addio alle maestre scritto da noi, disegnato da noi,   tutto fatto in casa da noi. Loro lo hanno letto e ... poi hanno cominciato a piangere!
La vita è fatta di emozioni!
Il biglietto diceva così:
La mia maestra mia ha insegnato a contare fino a 10, poi da grande capirò che bastano solo questi numeri per arrivare a contare fino a 100, 1000  addirittura fino all'infinito.
La mia maestra mi ha insegnato le lettere dell'alfabeto poi da grande caprò che bastano solamente queste lettere per scrivere grandi romanzi, addirittura poemi.
La mia maestra mi ha preso la mano e mi ha incamminato verso la vita!


Meglio rilassarsi un pò
Mi faccio una bella tazza di latte e magari vi izuppo una bella fetta di ciambellone!
Buona domenica a tutti!

Ricetta per un buon ciambellone con la ricotta.

Io e le mie figlie lo preferiamo a quello normale perchè rimane più umdo e profumato. Provare per credere.

Cosa serve per fare

100 g di ricotta
100 g di zucchero
4 uova
150 g di olio di semi
250 g di farina00
80 g di fecola di patate
1 bustina di lievito
una buccia di limone grattugiata
e a piacere scaglie o gocce di cioccolato.
Come fare per fare
Montare per bene  le uova con lo zucchero e aggiungere man mano gli altri ingredienti. Versare il composto in uno stampo a ciambella, infornare in forno già caldo a 180° per circa 4o minuti.
E volià il dolce è fatto!


venerdì 29 marzo 2013

Le uova di Pasqua.

Le uova di Melina.
 
 Il simbolo della Pasqua per eccellenza sono le uova.
Uova vere, magari di gallina che i bambini amano decorare con colori e accessori durante le ore della vigilia. Uova finte, quelle per decorare la casa, la tavola, le ghirlande. Ma soprattutto uova di cioccolato. Ogni bambino sogna di riceverne una la mattina di Pasqua, meglio ancora se ne riceverà due, tre quattro.
Vi sono uova artigianali oppure industriali. Ve ne sono al cioccolato al latte, oppure fondente, oppure ancora bianco. Ve ne sono di tutte le dimensioni … piccole piccole e quindi ovetti, grandi grandi e quindi enormi. Sono incartate con carta trasparente, oppure con carta coloratissima, e comunque sempre con una carta che scrocchia forte sotto le mani. Alcuni fanno sul davanti bella mostra di piccoli fiocchetti però il più delle volte i fiocchi sono grandissimi.
Ma la cosa più importante, la cosa che più di tutti attira l’attenzione, che più di tutti ci lascia con il fiato sospeso e con una tremarella alle gambe….è senza dubbio la sorpresa.
Lo sa bene Melina.
Anche lei in questo periodo ha messo da parte una gran scorta di uova!
Uova appuntite, oppure stondate, uova rosa, uova grigie, uova celesti o bianche. Uova tinta unita o sfumate o puntinate, uova di tutte le dimensioni.
Quando arriva la primavera Melina ama passeggiare all’aria aperta, e durante le sue lunghe scorazzate le capita spesso di imbattersi in uova sparpagliate qua e là. Ad esempio le per caso ne intravede alcune nascoste tra i fili di erba novella… cadute da nidi alti sui rami. Altre volte scova uova sfuggite dal becco di predatori feroci.  Altre volte ancora si arrampica veloce e abile su alberi fitti e sbircia qua e là tra le fronde a caccia di nidi abbandonati da madri costrette a traslocare velocemente, e di tanto in tanto, vi trova uova rimaste ormai orfane.

In qualsiasi luogo, in qualsiasi modo, in qualsiasi circostanza, raccolga le uova, le ripone sempre sopra la sua testa. Si sopra la sua testa.
 Ascoltate bene.
Melina non ama portare cappelli, ma in questo periodo dell’anno è solita indossarne uno … un po’ magico, un pò fantastico.
E’ un grande cappello di paglia, con grandi falde, con un gran bel nastro, e un bel mazzolino di fiori colorati sul davanti. E fin qui nulla di strano.
Ma tutta la magia, tutta l’alchimia,  tutto il mistero, stanno racchiusi nella cupola: grande, calda e… accogliente che in realtà è un’altrettanto grande, caldo, accogliente nido… Melina lo ha sferruzzato con le sue mani, una maglia al dritto e una al rovescio, e così via.. ha intrecciato fili di lana, fili di paglia, piccoli ramoscelli e ancora fili di erba di prato essiccata.

Nel suo nido Melina ripone le uova trovate qua e là, le dispone con cura una accanto all’altra e passeggiando felice le porta in giro per i mondo. Di tanto in tanto le accarezza lieve, a volte le canta dolci canzoni, altre volte le culla prendendole tra le braccia e muovendosi con movimento rotatorio ora verso destra ora verso sinistra. Quando proprio ha troppo da fare, chiede aiuto alla sua amica Pasquina, la colombina bianca, altre volte ancora quando deve uscire per commissioni, se ne occupa Mirtillo, il suo gattino che con un fare veramente aggraziato cova per ore.. Poi quando meno se lo aspetta un crac improvviso e le uova cominciano la schiusa.Dopo poco ancora un altro crac più forte e il guscio si rompe completamente e  finalmente la sorpresa!
Non è mai un giochino o un ciodolino, neppure una gommina da cancellare o una macchinina….
Ogni volta pigramente una nuova vita fa capolino dalla cupola di quello strano cappello! Misteriosamente nuove vite vengono alla luce… non si sa mai esattamente a quale specie possano appartenere, se avranno il piumaggio lungo o corto, neppure se saranno colorati o tinta unita,.. ma sempre, sempre e sempre la sorpresa è sorprendente. Mai, mai e poi mai deludente. E Melina ogni volta esulta soddisfatta” Ed anche quest’anno le mie uova contenevano delle sorprese meravigliose!”
Che belle le uova di Melina!

Ciambellone di Teodora


Ebbene si! Il cambellone è un dolce che faccio almeno una volta alla settimana. Ne ho provate tantissime versioni...ma quella che ci piace più di tutte è quell semplice semplice  : la cioccolata oppure la marmellata ce la aggiungiamo noi poi spalmandola sopra abbondantemente!
Ebbene questa versione di ciambellone è fantastica. La ricetta è di TEODORA una mia collega, ottima cuoca, quello che fa lei è tutto buono. Quando mi ha regalato questa ricetta sono andata a colpo sicuro... e vedrete lo farete anche voi. Questa ciambella ve la presento in versione pasquale... e ne approfitto per farvi un sacco di auguri. Faccio gli auguri alle mie amiche vicine, a quelle lontane, a quelle che sento di sovente e a quelle che sento raramente... insomma faccio gli auguri proprio a tutti e tutte... ma l'augurio più grande di tutti che voglio farvi... è che anche voi possiate trovare nel vostro uovo ... una sorpresa meravigliosa! A presto!

 Cosa serve per fare

 

6 uova
285 g farina
300 g di zucchero
la buccia di un limone grattugiata
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
200g di acqua
120 g di olio di semi
8 g di cremor tartaro

Cosa fare per fare

Dividere gli albumi dalle chiare e montare quest'ultime a neve assieme al cremor tartaro.
In un'altro contenitore lavorare tutti gli altri ingredienti e per ultime unire le chiare montate a neve. Versare in uno stampo ed infornare in un forno già caldo a 150° per circa 50 minuti. E volilà la torta è fatta!